Articolo generato da Legal Intelligence Studio per Studio Legale Reposo.
Con l’ordinanza n. 3724/2026, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una madre contro la decadenza dalla responsabilità genitoriale decretata dal Tribunale per i minorenni e confermata in Appello. Il caso origina da irreperibilità prolungata della madre, condotte manipolative inclusa la strumentalizzazione della figlia per denunciare falsamente il padre, e instabilità emotiva che ha generato un grave pregiudizio concreto per i minori, manifestatosi in discontinuità delle cure e squilibri psicologici documentati dai Servizi Sociali. I giudici di merito avevano disposto la decadenza, sospensione degli incontri protetti e collocamento stabile presso il padre, valutato come ambiente più idoneo grazie al supporto familiare. La Cassazione ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente di rivalutare il merito, richiedendo motivi autosufficienti e specifici ex art. 366 c.p.c., pena l’inammissibilità per aspecificità. Sul piano del “grave pregiudizio”, ha confermato la competenza esclusiva del giudice di merito nella valutazione dell’idoneità genitoriale, basandosi su fatti non potenziali ma già concretizzati. Riguardo all’ascolto del minore ultra-dodicenne, ha precisato che può essere escluso con motivazione adeguata se superfluo o potenzialmente dannoso per l’equilibrio del minore, richiamando principi consolidati. L’esito ha condannato la ricorrente alle spese e oscurato le generalità. Per i clienti dello Studio Legale Reposo, questa pronuncia offre certezze operative: in procedimenti di decadenza o limitazione della potestà, il focus su pregiudizio grave e condotte manipolative rafforza strategie difensive per il genitore affidatario stabile, tutelando prioritariamente i minori da abusi emotivi. Essa rassicura sull’autorevolezza delle valutazioni dei Servizi Sociali e sull’impossibilità di “riscrivere” il processo in Cassazione, incentivando soluzioni extragiudiziali tempestive. L’impatto è profondo nelle dinamiche familiari conflittuali, dove la manipolazione minorile può accelerare interventi protettivi, garantendo ai figli un ambiente sano e ai genitori affidatari diritti consolidati contro ricorsi dilatori[2].
Fonte: diritto.it





